Thyssen Krupp: può essere omicidio volontario

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“È una sentenza storica”. Questo è stato il primo commento del procuratore Guariniello in merito alla sentenza per il rogo alla Thyssen Krupp di Torino: il giudice Francesco Gianfrotta ha accolto tutte le tesi sostenute dall’accusa con il rinvio a giudizio di sei imputati e dell’acciaieria nella veste di persona giuridica. L’amministratore delegato Harald Espenhahn dovrà rispondere di “omicidio volontario con dolo eventuale”.

Thyssen KruppA quasi un anno dalla tragedia in cui persero la vita sette operai, si è arrivati ad una clamorosa svolta nel processo che avrà inizio il prossimo 15 gennaio in Corte d’Assise. Oltre all’ammistratore delegato, sul banco degli imputati siederanno Cosimo Cafueri, Daniele Moroni, Gerald Prigneitz, Marco Pucci e Giuseppe Salerno, tutti rinviati a giudizio per “omicidio colposo con colpa cosciente”.

Nell’ordinanza del Giudice dell’Udienza Preliminare si legge che ad Harald Espenhahn si è “rappresentata la concreta possibilità del verificarsi di infortuni anche mortali sulla linea Apl5″ dello stabilimento di Torino, e ha “accettato il rischio”.

Molti i commenti politici sulla sentenza e sulle nuove morti bianche.
Per Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e ministro ministro ombra del PD la sentenza “interpreta la forte domanda di giustizia che sulla tragedia Thyssen Krupp proviene da tutta la comunità torinese”.
“Per la prima volta in Italia una Corte d’Assise discuterà di morti sul lavoro: è una occasione storica, speriamo che rappresenterà davvero uno spartiacque e che tante cosa cambieranno in questo paese, a cominciare dai comportamenti di quelle imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza sul lavoro”. Lo ha dichiarato Antonio Boccuzzi, sopravvissuto al rogo del 6 dicembre 2007 e oggi deputato del PD, dopo aver appreso la notizia del rinvio a giudizio dei sei imputati per il rogo della Thyssenkrupp. Boccuzzi ha aggiunto che “da oggi tante persone vittime di incidenti sul lavoro o i familiari di chi non è sopravvissuto guardano alla causa contro la Thyssen con la speranza di vedere riconosciuti i propri diritti e quelli dei propri cari”.

Lo so. Ieri vi avevamo promesso una cronaca della serata sulla Riforma Gelmini ma l’incontro è stato molto informale e le cose dette sono state praticamente quelle che già sappiamo un pò tutti. (Non me ne vogliano i due relatori che sono stati molto disponibili e precisi nei loro interventi). Si è quindi ritenuto di riportare un “estratto” di una notizia che è, a nostro parere, storica e riguarda un problema di stretta attualità come le morti bianche; senza contare che ricade in pieno nell’argomento del primo incontro del 27 Ottobre.